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BIM Manager: chi è, cosa fa e come diventarlo

Negli studi di architettura e ingegneria che si stanno strutturando intorno al BIM, c'è una figura che sta diventando irrinunciabile: il BIM Manager. È il responsabile che tiene insieme processi, normative e persone per la gestione informativa della commessa di un modello informativo condiviso. Se sei su questa pagina è probabile che tu stia valutando di diventarlo, oppure che il tuo studio abbia bisogno di qualcuno che lo sia già. In entrambi i casi, sei nel posto giusto.

Il BIM Manager è la figura che sovrintende al processo BIM all'interno di un'organizzazione: elabora le regole, stabilisce gli standard, verifica che il flusso di lavoro sia coerente tra le diverse discipline e con quanto richiesto dal committente. A differenza di chi lavora sul singolo modello, il BIM Manager opera a livello di organizzazione: il suo compito va oltre la commessa, anche se poi la supervisiona con attenzione quando è in corso. È una figura strategica, non esecutiva.

Negli ultimi anni la sua importanza è cresciuta rapidamente perché, con la progressiva introduzione del BIM come requisito per gli appalti pubblici in Italia, avere al proprio interno un BIM Manager è diventato un vantaggio competitivo concreto: non avere processi digitali strutturati oggi significa restare fuori da una parte sempre più grande del mercato.

Nella pratica, il BIM Manager gestisce l'infrastruttura informativa di uno studio o di un'azienda. Le attività che lo impegnano ogni giorno sono concrete e specifiche:

  • Al di fuori del contesto di gara, redige il capitolato informativo per conto del committente, documento che definisce cosa deve produrre chi lavora sul progetto.
  • Costruisce le offerte e il piano di gestione informativa interno allo studio: chi fa cosa, con quali strumenti, con quali scadenze.
  • Verifica che i modelli prodotti siano coerenti con gli standard stabiliti.
  • Coordina il piano di formazione e il dialogo tra le discipline (architettura, strutture, impianti) e tra i software utilizzati.
  • Supervisiona la qualità dei deliverable prima della consegna al committente.


Non è una figura che disegna: è chi garantisce che tutti gli altri disegnino in modo coordinato, coerente e conforme alle richieste di commessa. È un lavoro di regia, non di esecuzione.

Il BIM Manager non è tenuto a conoscere a fondo un software specifico. Le competenze che deve dimostrare sono di altro tipo:

  • Padronanza delle normative di riferimento: la UNI 11337 (pilastro italiano del BIM) e la ISO 19650, standard internazionale per la gestione informativa nelle costruzioni.
  • Capacità di leggere e scrivere capitolati informativi, offerte di gestione informativa e piani di gestione informativa con rigore contrattuale, perché questi documenti hanno valenza legale sul progetto.
  • Competenza sui formati aperti: in particolare il formato IFC, che permette ai diversi software BIM di dialogare tra loro senza vincoli proprietari.
  • Visione di processo: sapere come un progetto nasce, cresce e si consegna, e dove possono nascere inefficienze o errori.


Queste competenze non si improvvisano. Richiedono una base tecnica solida e una formazione specifica sulla parte normativa e procedurale, che è spesso la parte meno presidiata da chi viene dalla sola progettazione.

BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist: tre ruoli da non confondere

Sono tre figure distinte, spesso confuse tra loro:

  • Il BIM Specialist è chi produce il modello: ha competenze avanzate sul software di authoring (Archicad, Revit, Allplan) ed è la figura operativa del processo.
  • Il BIM Coordinator coordina le diverse discipline su una singola commessa: verifica le interferenze e le incoerenze tra modelli, garantisce che i team lavorino allineati.
  • Il BIM Manager ha una visione d'insieme che eccede la singola commessa: definisce regole, protocolli e standard per tutta l'organizzazione.

In studi piccoli questi ruoli possono coincidere nella stessa persona, con il titolare che cambia cappello a seconda del momento. In studi più strutturati vanno separati: ciascuno ha una responsabilità diversa e complementare, e farli convivere in una persona sola genera colli di bottiglia.

Come diventare BIM Manager: requisiti, esperienza e certificazione

Requisiti minimi

Per sostenere l'esame di certificazione professionale come BIM Manager (normato dalla UNI 11337-7) i requisiti sono:

  • Diploma di scuola media superiore come grado minimo di istruzione.
  • Almeno 5 anni di esperienza lavorativa generica in area tecnica.
  • Almeno 1 anno di esperienza specifica in BIM, dimostrabile attraverso progetti reali.

Il requisito più critico è quello sull'esperienza BIM: non basta aver studiato la teoria, serve aver lavorato su una commessa applicando davvero i protocolli. Se non hai ancora avuto l'occasione, puoi iniziare da un progetto pilota interno al tuo studio: una commessa in corso su cui applicare gradualmente il metodo BIM, anche in parallelo ai tuoi processi tradizionali. E poi c'è la parte normativa e procedurale, che è quella che fa davvero la differenza in sede d'esame. E, soprattutto, sul lavoro vero.

Preparazione all'esame

Siamo Graphisoft Center ufficiale: partiamo da Archicad, uno dei software BIM di authoring più diffusi al mondo, e da lì costruiamo con te il resto del percorso.

Per prepararti al ruolo di BIM Manager, la nostra proposta si articola in:

  1. Corso di BIM Management (12 ore, livello base): normativa UNI 11337, protocolli di commessa, capitolato informativo. La preparazione specifica per gli esami di certificazione.
  2. Affiancamento sul progetto: supporto pratico per applicare quello che hai imparato su una commessa reale del tuo studio.
  3. Candidatura ed esame di certificazione attraverso il nostro Centro Esami.

Non vendiamo un corso isolato: costruiamo il percorso insieme a te, tappa per tappa, calibrato sul tuo punto di partenza.

Hai una commessa BIM in corso e ti serve subito un BIM Manager?

Ci sono situazioni in cui il tempo manca. Uno studio vince un bando pubblico che richiede il BIM, acquisisce una commessa più grande del solito, riceve una richiesta del committente su cui non può temporeggiare e la figura del BIM Manager interno non c'è ancora, o non è ancora pronta.

In questi casi, affianchiamo il tuo studio direttamente sul progetto. Mettiamo a disposizione le nostre competenze di gestione del processo BIM per redigere capitolato e piano di gestione informativa, coordinare il team multidisciplinare e consegnare nei tempi previsti. Nel frattempo, le persone del tuo studio si formano e acquisiscono l'autonomia per il futuro.

FAQ

No, non è obbligatoria. Il requisito minimo per la certificazione professionale secondo la UNI 11337-7 è il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Quello che conta davvero sono i cinque anni di esperienza tecnica generica e almeno un anno di esperienza specifica su progetti BIM. Una laurea in architettura, ingegneria o disciplina tecnica affine è ovviamente un vantaggio nel percorso formativo, ma non è un prerequisito normativo.

Formalmente no: la norma non richiede padronanza di un software specifico. Nella pratica, però, saper usare almeno un software di authoring BIM è molto utile per capire cosa produrranno i tuoi BIM Specialist e verificare la qualità dei modelli prima della consegna.

Sì. In Italia l'introduzione del BIM negli appalti pubblici è definita dalla normativa vigente, al momento, per tutte le opere pubbliche al di sopra dei 2 milioni di euro. Per chi lavora con la pubblica amministrazione, avere competenze BIM certificate e una figura di BIM Manager di riferimento non è più un'opzione strategica: è un requisito operativo per partecipare alle gare.

BIM Specialist: 500,00 € + IVA. BIM Coordinator: 700,00 € + IVA. BIM Manager: 900,00 € + IVA. CDE Manager: 900,00 € + IVA.

La certificazione ha una durata di 5 anni. Durante il periodo di validità della certificazione, i candidati sono tenuti a fornire a cadenza annuale un’autodichiarazione resa ai sensi degli art. 45 e 76 del DPR 445/2000, circa l'attività nel settore della certificazione svolta nei precedenti 12 mesi, oltre all'evidenza di frequenza di un corso di aggiornamento professionale in materia, pari ad almeno 8 ore. È inoltre previsto il pagamento di una quota di mantenimento annuale.